Cosa resta dell'Italia alla fine della Seconda guerra mondiale? Quali ferite materiali e sociali la segnano più profondamente? Fino a quale punto il conflitto ha stravolto la società e le vite delle italiane e degli italiani? Quali sono le emergenze da risolvere e da quali aspetti della vita privata e collettiva occorre ripartire?
Dopo il ciclo Anatomia della Seconda guerra mondiale e Anatomia della Repubblica, l'Istituto storico di Modena e EUROPE DIRECT Modena portano avanti la collaborazione che li lega per esplorare un altro fondamentale momento della nostra storia del XX secolo: la ricostruzione postbellica.
Nel nuovo ciclo di incontri con gli autori Anatomia di una ricostruzione - Volti e storie, in programma da settembre a novembre, indagheremo i modi e i tempi con cui sono stati messi in atto percorsi di ricostruzione dal punto di vista culturale, sociale, economico e materiale in un mondo che già cambia e in un'Europa che inizia a riconfigurarsi nell'ottica della Guerra fredda. Attraverso gli studi più recenti sul tema e gli interventi di esperte ed esperti, disegneremo un itinerario multiprospettico tra storia locale e visione globale.
Dalle strategie di sopravvivenza dei civili alla giustizia di transizione contro il fascismo, dallo sguardo innovativo delle fotoreporter del dopoguerra fino al confronto politico-culturale tra le due Germanie nella Guerra fredda, compiremo un viaggio corale per comprendere come dalle rovine del conflitto sia emersa la complessità dell'Italia contemporanea.
PROGRAMMA
Mercoledì 30 settembre, ore 18 – Sala studio dell’Istituto storico (viale Ciro Menotti 137, Modena)
Sotto il cielo di bombe
Modena e la "guerra totale" tra macerie, rifugi e sfollamenti
Con Giulia Dodi, autrice di La guerra aerea. Modena e i bombardamenti alleati (Mimesis 2026)
L'autrice dialoga con Chiara Lusuardi, Istituto storico di Modena
Tra il 1940 e il 1945 l'Italia scopre la "guerra totale": Modena e il suo territorio diventano bersaglio di centinaia di bombardamenti. Dal 1944 alla Liberazione la provincia è ripetutamente colpita dalle bombe, a cui si aggiungono il lancio di spezzoni incendiari e mitragliamenti. Episodi che hanno un impatto devastante sulla popolazione e sulla città: centinaia di morti e migliaia di sfollati, case distrutte, vie di comunicazione danneggiate, difficoltà negli approvvigionamenti. Modena si trasforma per fronteggiare il pericolo delle incursioni aeree mentre i civili diventano parte del conflitto. La riorganizzazione urbana, la costruzione dei rifugi pubblici e privati, la costituzione degli organi dell'UNPA e i problemi dello sfollamento sconvolgono la quotidianità. La guerra distrugge le abitazioni e le strutture produttive ma ha anche un impatto ben visibile sul tessuto sociale: scuola, alimentazione, trasporti, lavoro sono stravolti dal susseguirsi dei bombardamenti.
Venerdì 16 ottobre, ore 18 – Sala studio dell’Istituto storico (viale Ciro Menotti 137, Modena)
Un Paese in obiettivo
Sguardi femminili e fotografia sociale nell’Italia del dopoguerra
Con Romina Zanon, autrice di Sguardi fuori campo. Fotodocumentarismo femminile e identità italiana nel secondo dopoguerra (Il Poligrafo 2026)
L'autrice dialoga con Michele Smargiassi, giornalista
Nel secondo dopoguerra italiano la fotografia di indagine sociale si afferma come uno degli strumenti privilegiati per osservare, interpretare e raccontare le profonde trasformazioni del Paese. In questo contesto emerge con forza il tema dell’identità italiana, un processo in divenire. Il presente volume analizza la fotografia documentaria italiana di metà Novecento attraverso una prospettiva di genere, intrecciando ricostruzione biografica e analisi comparata di corpora fotografici. Al centro dell’indagine si pone l’esperienza di documentariste e fotoreporter professioniste a lungo marginalizzate o trascurate dalla storiografia, figure ignorate o mai censite dalla letteratura di settore accanto ad autrici più note: da Cecilia Mangini a Marcella Pedone, da Marianne Sin-Pfältzer a Chiara Samugheo, e ancora Jacqueline Vodoz, Giulia Niccolai e Lori Sammartino. I loro scatti costruiscono un racconto per immagini che restituisce un Paese attraversato da profonde trasformazioni economiche, culturali e sociali, con particolare attenzione al ruolo della donna in una società sospesa tra persistenze patriarcali e spinte verso l’emancipazione.
Martedì 27 ottobre, ore 18 – Sala studio dell’Istituto storico (viale Ciro Menotti 137, Modena)
La resa dei conti
Collaborazionismo e giustizia democratica ai confini della transizione
Con Toni Rovatti, curatrice di Foto di gruppo alla sbarra. Il fascismo repubblicano a processo in Emilia-Romagna (Viella 2026), e Simeone Del Prete, autore del saggio su Modena
Gli autori dialogano con Metella Montanari, Istituto storico di Modena
Che cosa accade quando una guerra civile finisce e una democrazia deve fare i conti con il proprio passato? Tra il 1945 e il 1947 le Corti d’assise straordinarie sono chiamate a definire le responsabilità del fascismo repubblicano, divenendo uno dei principali terreni di prova della giustizia democratica.
Attraverso casi emblematici dibattuti in Emilia-Romagna – da Ferrara a Reggio Emilia, da Modena a Bologna – questo volume offre uno sguardo d’insieme sulle molteplici forme del collaborazionismo. Le vicende processuali illuminano la varietà delle esperienze territoriali, il ruolo delle comunità locali, il protagonismo femminile e il progressivo mutamento di severità dei giudizi, dai primi mesi del dopoguerra alla normalizzazione favorita dall’amnistia.
Un’immagine del fascismo alla sbarra che fotografa le tensioni, le aspettative di giustizia e le contraddizioni della complessa transizione italiana dalla guerra alla Repubblica.
Venerdì 13 novembre, ore 18 – Galleria Europa (Piazza Grande 17, Modena)
Sul fronte delle idee
La competizione tra le due Germanie nell'Italia della Guerra fredda
Con Costanza Calabretta, autrice di Le due Germanie e l’Italia. Politiche e mediatori culturali durante la Guerra fredda (1949-1989) (Viella 2026)
L'autrice dialoga con Alberto Cantini, Istituto storico di Modena
La Guerra fredda non fu solo una competizione politica, economica e militare ma si giocò anche sul terreno della cultura. Usando questo strumento, i due Stati tedeschi ‒ la Repubblica federale e la Repubblica democratica ‒ entrarono in competizione fra loro, si osservarono reciprocamente, cercarono di distanziarsi e differenziarsi, influenzandosi scambievolmente.
Questo studio ricostruisce le politiche culturali della Rft e della Rdt nel contesto italiano, indagando da vicino l’attività degli istituti che, in modo diverso, ne furono promotori e mediatori (la Deutsche Bibliothek – poi Goethe Institut – e il Centro Thomas Mann). Emerge il modo in cui i due Stati tedeschi cercarono di offrire un’autorappresentazione positiva di sé, come usarono la cultura per legittimarsi agli occhi dell’opinione pubblica, e il peculiare ruolo giocato dall’Italia nel confronto Est-Ovest.
Tutti gli incontri sono rivolti a studenti, studentesse, insegnanti, studios* e aperti a tutta la cittadinanza.
→ Per gli insegnanti è possibile richiedere l’attestato di partecipazione.